Ecclesia

Grottaglie: il Comune ha festeggiato i 25 anni di ordinazione di monsignor Ligorio

27 Apr 2023

di Silvano Trevisani

Grottaglie ha festeggiato i venticinque anni di  episcopato di monsignor Salvatore Ligorio. Con la convocazione di una seduta ad hoc del Consiglio comunale, nel pomeriggio, a Palazzo di città, l’assise comunale, con in testa il sindaco Ciro D’Alò, ha voluto rendere omaggio a uno dei suoi figli più rappresentativi: l’attuale arcivescovo metropolita di Potenza, che a Grottaglie è nato il 13 ottobre 1948. Nominato vescovo di Tricarico nel dicembre 1997 da Papa Giovanni Paolo II e ordinato l’11 febbraio 1998 nella Concattedrale di Taranto, monsignor Ligorio è stato nominato arcivescovo di Matera-Irsina nel 2004 e, infine, arcivescovo metropolita di Potenza-Muro Lucano-Marsico Nuovo il 9 gennaio 2016.

I lavori del Consiglio straordinario

Il Consiglio comunale, ha scritto nell’indizione il presidente Aurelio Marangella, ha fortemente voluto questo appuntamento, in occasione del 25° anniversario della consacrazione episcopale di monsignor Ligorio per manifestare il forte legame e l’affetto sincero che tutta la comunità grottagliese nutre nei suoi confronti. Dopo l’apertura di lavori e il consueto appello, il sindaco Ciro D’Alò, che ha ricordato anche il suo incontro privato avvenuto a Matera prima del matrimonio, ha dichiarato l’orgoglio della città delle ceramiche per aver dato i natali a un arcivescovo tanto amato, “un cittadino autentico”. “Lei – ha detto D’Alò – è per la comunità di Grattaglie un esempio, una guida e un padre. Abbiamo voluto incontrarla per confidare la nostra stima ma anche le nostre paure, le nostre necessità e devo dire che tutti quelli che ho incontrato hanno confermato la sua grande disponibilità”. Ha, inoltre, raccontato un suo “segreto” relativo alla nomina di Ligorio vescovo: “Ho appreso che sono state inviate da tantissimi cittadini molte lettere in cui si narravano le virtù e i pregi di don Salvatore e questo ha contribuito a convincere le autorità di indicarlo come futuro vescovo”. Ha infine ringraziato tutti i parroci presenti all’incontro, “che sono mediatori importanti dei bisogni della gente e lo hanno ben rappresentato negli anni del covid”.

A nome del Consiglio comunale ha donato una pergamena assieme a un dono in ceramica artistica realizzato da Ciro Bentivoglio.

L’intervento di monsignor Ligorio

Dopo il saluto dei rappresentanti dei vari gruppi consiliari, lo stesso monsignor Ligorio ha rivolto un sentito grazie al sindaco, al Consiglio comunale e a tutta la comunità. “Ritorno dopo 25 anni – ha detto – e ricordo bene l’accoglienza che anche allora mi fu riservata. Arriva un’età nella quale con il riposo giunge il tempo di fare riflessioni più profonde sulla vita. Non ho mai dimenticato le radici che mi hanno generato alla vita, la famiglia che mi ha educato e formato, poi l’approccio con la parrocchia, il Carmine in particolare, dove ho incontrato sacerdoti impegnati che hanno lasciato una traccia, don Dario e don Cosimo soprattutto. Poi i 12 anni di Martina Franca e i 13 anni alla Madonna della Grazie. Un vissuto di quelle radici che mi hanno dato una linea importante della mia vita”.

L’arcivescovo ha apprezzato il clima di ufficialità e anche familiarità. Ha offerto spinti e stimoli per un dialogo che valorizzi la diversità. “Oggi viviamo – ha sottolineato – in un momento drammatico che riguarda non solo l’Ucraina ma molti altri luoghi nel mondo. Per quanto riguarda l’Italia, occorre una visione di Paese che la politica con la “p” maiuscola deve saper dare, ricostruire la pace che ha le sue radici nella giustizia sociale e negli equilibri fra poteri grandi e piccoli. Occorre che tutti insieme costruiamo una mentalità di pace, ognuno di noi deve essere uomo di pace, fare più dando ciò che sembrava impossibile. Ognuno sia consapevole della responsabilità che ha nella vita”.

Rivolgendosi poi ha consiglieri, ha detto: “Voi che fate politica dovere essere i primi a saper inventare nuovi percorsi, dando concretezza ai cambiamenti per una società solidale, rispettosa, inclusiva, positiva. Se la società tende a strutturarsi alimentando diseguaglianze e penalizzando i più fragili, spetta alla politica ritessere i legami che si rallentano per sostenere le persone e le famiglie nel processo di ricostruzione delle proprie potenzialità”

Ha, quindi, richiamato la figura di san Francesco De Geronimo e il suo richiamo continuo ai poveri, che deve mettere d’accordo tutti, credenti e cercatori di Dio e ha concluso con le parole di Papa Francesco: Non lasciatevi scoraggiare di fronte ai numeri crescenti di nuovi poveri e di nuove povertà, a partire dai giovani.

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