Una roadmap per rendere finalmente operativo il Parco del Mar Piccolo

Una roadmap per rendere finalmente operativo il Parco del Mar Piccolo a quattro anni dal varo della legge istitutiva regionale. È quella che hanno tracciato i numerosi partecipanti all’incontro promosso dal consigliere comunale Gianni Liviano, che del parco fu l’ideatore quando era consigliere regionale. E forse finalmente siamo alla vigilia di una svolta tanto attesa da un’intera comunità. Che deve ben comprendere che accanto agli obblighi ovviamente legati alla realizzazione del parco, vi sono vantaggi anche individuali oltre che collettivi. Un incontro proficuo che ha visto il coinvolgimento, all’Acclavio, di circa 150 partecipanti attivi, tra i quali anche autorevoli rappresentanti istituzionali, come l’assessore al Turismo, Gianfranco Lopane, il commissario per le bonifiche, Antonio Felice Uricchio, il dirigente regionale del settore agricoltura Gianluca Nardone, il sindaco di San Giorgio Ionico, Mino Fabiano. Un’idea azzeccata quella di Liviano, di dividere i partecipanti i cinque gruppi di studio, che hanno analizzato i vari aspetti della complessa questione del parco. Dopo quattro anni, infatti, non vede ancora profilarsi la costituzione dell’ente gestore, fondamentale per l’avvio dei processi e delle attività che al parco fanno capo. In questo modo tutti i partecipanti, tutti fortemente motivati e a loro volta rappresentanti di interessi di categorie, associazioni, professioni, enti, istituti scolastici o semplici cittadini particolarmente interessati, hanno potuto dare il proprio contributo, esprimere il proprio parere.
I lavori di gruppo
A conclusione dei lavori di gruppo, con una perfetta tempistica, i coordinatori hanno riferito le conclusioni relative alla specifica questione trattata. E dopo è toccato ai “decisori” esprimere la propria posizione, avanzare le proposte operative.
Non è facile riassumere le numerose sollecitazioni e indicazioni, ma ne ricordiamo alcune particolarmente rilevanti, a nostro parere. È importante che il parco del Mar Piccolo non faccia la fine del parco delle gravine, fermo da 13 anni; sarebbe utile costituire un comitato unico, valorizzando anche i privati. Oltre ai sei Comuni che rientrano nella sua area. Rientrare nel parco è opportunità per le ditte che partecipano ai bandi. Ma può esserlo anche per le aziende che operano nel sociale e il terzo settore in generale. Sostenibilità ambientale, economica e sociale, sono i tre principi fondanti che devono valorizzare natura e cultura, come le necropoli, le masserie, la ferrovia ma in grave degrado. Così come pure il Galeso, che risulta poco accogliente. Occorrere rendere il parco un luogo sociale, garantendo la sicurezza, viabilità, aree sosta, ecc… valorizzando le compatibilità con le attività sportiva. Galeso poco accogliente. Tra le proposte: la realizzazione di un museo del Mar Piccolo, rivalutazione della Palude La Vela, chiusa da 7 anni. Il risanamento dev’essere comprensivo di un’economia sostenibile.
I “decisori”
Sono quindi intervenuti i “decisori” presenti, dopo l’intervento del professor Montalbano dell’Università di Bari. Nardone ha evidenziato come le resistenze principali siano le difficoltà delle aziende, agricole e non solo, presenti nell’area del parco, ma ha sottolineato che è possibile trasformale in vantaggi concreti. Ad esempio con l’accesso privilegiato ai finanziamenti. Anche Fabiano ha sottolineato che parlare di vincoli spaventa. Servono incontri chiarificatori con la Provincia e i Comuni per velocizzare l’iter per la creazione del consorzio. Lopane ha dichiarato “Siamo a punti di svolta”. Ripercorrendo l’esperienza negativa del Parco delle gravine ha preannunciato la proposta di commissariamento. In realtà, in Puglia pochi funzionano ed è forse necessario interrogarsi sul modello. Occorre coinvolgere attori pubblici e operatori privati, con un’organizzazione che abbia un’ottica territoriali. Indispensabile interazione pubblico privato. Uricchio, da parte sua, ha ricordato l’esperienza già condotta per la bonifica del Mar Piccolo: con la chiusura di 183 scariche la vita è ripresa. Ma da 8 mesi il commissario non ho struttura di supporto. “Abbiamo idee chiare su progetti di bonifica. – ha aggiunto – Tutti devono collaborare per implementare filiere verdi, poiché tutto il terreno è contaminato da inquinanti come berillio e amianto. Ma si può risanare efficacemente utilizzando la natura: il ricino per biocombustibile. La canapa che ha molti utilizzo. Le bonifiche producono impresa. E questo vale anche per il mare”. A conclusione dei lavori, Liviano ha preannunciato la redazione di un documento da sottoporre a tutte le parti che dovrà essere la traccia del prossimo incontro per la messa a punto delle iniziative decisive.
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