Città

La proposta del mondo culturale per fare di Taranto un laboratorio dinamico

10 Feb 2025

di Silvano Trevisani

Taranto ha un grande patrimonio culturale, e questo è chiaro a tutti. In cosa consista questo patrimonio, in quali condizioni versa e cosa “farne” è certamente meno chiaro. Sebbene le enormi devastazioni portate dal tempo, dall’incuria e dalle industrializzazioni ne abbiano distrutto gran parte, quello che resta e che ci è stato consegnato è ancora importante. Molta parte è nascosta nel sottosuolo, poiché è l’archeologia la prima fonte di ricchezza e conoscenza, per una città che ha tremila anni di storia. Altre parti importanti sono rappresentate dai monumenti di varia età, dalle chiese, dalla città vecchia, ma anche dal paesaggio. Urbano e non solo. Per fare il punto sulla situazione, con l’obiettivo di Costruire Sistema tra le istituzioni e gli operatori culturali e dare un contributo al realizzando Pug, con l’aiuto di uomini di scienza e operatori culturali, si è svolto, nella biblioteca Acclavio, il convegno “Valorizzazione del patrimonio artistico, archeologico e architettonico a Taranto”. A organizzarlo e coordinarlo è stato Gianni Liviano che in precedenza aveva organizzato un convegno sul Parco del Mar Piccolo, conclusosi con la sottoscrizione di un documento rivolto a decisori e amministratori. Intenzione replicata, come vedremo, anche in questo caso. I numerosi convegnisti intervenuti si sono divisi in quattro gruppi di lavoro, che si sono occupati dei vari periodi storici: “Periodo greco-romano”; “Dalla caduta dell’Impero romano fino ai Borboni”; “Dall’Unità d’Italia fino al fascismo”; “La città moderna”. I gruppi sono stati coordinati dagli operatori culturali Pino Loconte, Fabrizio Iurlano, Nello De Gregorio, Antonio Greco e Rino Montalbano che, al termine dei lavori, hanno condiviso la sintesi del lavoro fatto con l’assemblea.

Da tutti i gruppi sono venite fuori indicazioni e analisi che poi hanno trovato piena adesione negli interventi degli autorevoli rappresentanti delle istituzioni scientifiche o preposte alla gestione del patrimonio. A cominciare dalla soprintendente Francesca Paolillo, che ha espresso condivisione e disponibilità a collaborare, anche per individuare le risorse necessarie. L’archeologo Francesco D’Andria, facendo riferimenti a quanto avvenuto nella vicina Lecce, ha auspicato una politica culturale per la città, che parta dalla consapevolezza che Taranto era la “metropoli” dell’antichità. Giorgio Rocco, direttore del Centro di studi per la storia dell’architettura, ha posto in risalto il valore del patrimonio storico architettonico, suddiviso in vari filoni tutti ugualmente importanti. L’ammiraglio Francesco Ricci, egli stesso esempio vivente di come si possa coniugare una funzione pubblica con la promozione di una completa valorizzazione delle risorse, ha fatto il punto sui lavori del Castello, completati al 70%. Sottolineando che esso ha avuto finora 1.435.000 visitatori. I giovani studiosi, Gianluca Caputo (archeologo medioevale) e Roberta Genualdo (storica dell’arte) hanno brevemente parlato della loro ricerca: “Incontri bizantini, musulmani ed ebrei nell’area appulo-lucana”, mentre Giovanni Guarino ha rappresentato una sintesi del suo lavoro: “Vico Ospizio”. Ha chiuso l’incontro Rino Montalbano, professore di pianificazione strategica Politecnico di Bari, che ha fatto il punto sulle indicazioni ricavandone una sintesi e sottolineando con forza la necessità di un coinvolgimento della scuola e soprattutto dell’università, che deve operativamente collaborare alle scelte e indirizzare la politica per il futuro.

Dal convegno è scaturita una “Proposta per la valorizzazione del patrimonio culturale e identitario di Taranto”. Si tratta di un documento articolato e condiviso che sarà proposto alla città e alle istituzioni con l’obiettivo si delineare un percorso di intervento strutturato che favorisca il recupero, la promozione e lo sviluppo del patrimonio culturale tarantino attraverso una serie di azioni sinergiche. Per quanto riguarda la “Strategia di Governance e Monitoraggio”, si propone la creazione di un tavolo permanente di progettazione e monitoraggio, con il coinvolgimento della soprintendenza e degli enti culturali locali, per coordinare e supervisionare le azioni di valorizzazione del territorio. Si suggerisce l’istituzione di un tavolo tecnico ministeriale con la partecipazione delle Forze Armate, del Demanio e delle amministrazioni locali, per affrontare le questioni legate al recupero di immobili strategici e alla riqualificazione delle aree di interesse storico e culturale. Tra gli altri punti si chiede “sostegno a indagini e ricerche”; “percorsi universitari incentrati sullo sviluppo”; una riscrittura delle sue narrazioni storiche e future, con l’obiettivo di valorizzare le radici locali in chiave innovativa e contemporanea. Molti altri sono i punti oggetto della proposta che si pone “l’obiettivo di trasformare Taranto in un laboratorio culturale dinamico, capace di valorizzare il proprio patrimonio storico e identitario attraverso strategie integrate di governance, ricerca, formazione e imprenditorialità culturale. La collaborazione tra istituzioni, associazioni e cittadini sarà la chiave per rendere questo progetto una realtà concreta e duratura”.

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