Il Pasolini poeta e il suo legame con Taranto
Il poliedrico artista di origine friulana riletto dal nostro Silvano Trevisani, nel suo ultimo libro

‘Pasolini: l’ergastolo della mia vocazione – Gli esordi giovanili tra Giacinto Spagnoletti e la Puglia’ (Macabor editore, 2025) è l’ultima fatica letteraria di Silvano Trevisani, presentata nell’agorà della biblioteca Acclavio, lo scorso venerdì: una preziosa occasione culturale per ricordare il legame profondo esistente tra la città di Taranto e il poeta, scrittore, regista, sceneggiatore, attore e drammaturgo friulano.
L’autore ha dialogato – nell’incontro moderato da Mario Guadagnolo – con José Minervini, presidente della Società Dante Alighieri-comitato di Taranto, e Ida Russo, presidente della Società filosofica italiana-sezione di Taranto.
L’attenzione è stata focalizzata sul Pasolini poeta e in particolare sull’incontro con la figura di Giacinto Spagnoletti, critico tarantino, storico della letteratura, poeta e romanziere, a cui si deve la diffusione della poesia italiana del Novecento, e la scoperta di altri poeti come Alda Merini e Augusto Cardile.
Gli esordi di Pasolini e alcuni dei momenti più importanti della sua formazione che lo hanno legato alla nostra terra e con alcuni personaggi che resteranno sempre presenti nella sua vita.
Un viaggio nella poetica di un Pasolini che prima che oltre un intellettuale eclettico, è stato un uomo e un artista che – partendo dalla poesia giovanile, sviluppatasi nel contatto con il nostro territorio – si è trasformato in tutto il resto: scrittore, regista, sceneggiatore, attore e drammaturgo.
Lo scrittore, Silvano Trevisani, con questo libro ha donato l’ennesimo contributo alla valorizzazione e allo sviluppo della cultura all’interno della città di Taranto, mettendo in luce la vivacità di una terra che va oltre i problemi già noti, ma è stata, ed è ancora, culla di bellezza e talenti che meritano di essere ricordati e valorizzati.
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