Ordinazione sacerdotale

Il ‘grazie’ dei quattro nuovi presbiteri

Il messaggio di ringraziamento letto da don Federico Marino, a nome di tutti e quattro i neo sacerdoti

foto G. Leva
10 Giu 2024

di Angelo Diofano

Al termine della celebrazione eucaristica per le ordinazione presbiterali svoltesi sabato scorso, 8 giugno, in concattedrale, don Federico Marino, a nome di tutti e quattro i neo sacerdoti, ha letto il seguente messaggio di ringraziamento:

“Carissimi fratelli e sorelle, se oggi siamo radunati come Chiesa attorno alla mensa della Parola e dell’eucarestia, è perché ci sono state quattro storie che nei modi più diversi si sono incrociate in un’unica storia d’amore, quella che Dio Padre ha per il Figlio nello Spirito e attraverso il Figlio per la Chiesa. La Storia della Salvezza per noi è passata per la salvezza delle nostre storie e di questo, noi, ne siamo testimoni gioiosi. Ciascuno a suo modo, con il proprio essere, con i propri tempi ha risposto “Eccomi”. Quell’eccomi ci ha portato ad amare chi abbiamo incontrato o incontreremo sul nostro cammino. Il nostro sì al Signore si fa concreto nel servizio a questa Chiesa che è in Taranto e che sin dalla nostra ordinazione diaconale ci vede legati a sé fedelmente nell’incardinazione. Questo legame è una vera e propria amicizia. Un’amicizia che nasce dal seguire il comando dell’amore di Gesù e proprio perché siamo diventati suoi amici, il nostro ministero può essere un autentico servizio della vostra amicizia con Gesù.
Al termine di questa celebrazione così intensa sentiamo di ringraziare tutto il popolo di Dio che oggi è qui presente e sta pregando per noi; in particolare a quanti hanno permesso di giungere a questo tempo di grazia.
Grazie a lei Padre arcivescovo, per il dono dell’Ordine sacro e per averci accolto nel presbiterio, a lei e ai suoi successori abbiamo affidato le nostre vite nella piena libertà e obbedienza certi che attraverso la sua voce passi la voce dello Spirito. Come figli, ci affidiamo alle sue cure di padre e di pastore.

Nella foto di G. Leva, Stefano Manente, Paolo Martucci, Marco Albanese e Federico Marino

Ringraziamo l’arcivescovo emerito Filippo per averci accompagnato nella formazione iniziale, per il discernimento operato sulle nostre vocazioni dagli inizi fino al tempo del diaconato. Insieme grazie al vescovo di Altamura-Gravina-Acquaviva delle Fonti, Giuseppe, per la sua presenza qui fra noi.

Siamo grati a tutto il presbiterio per ciò che ci ha offerto nella fraternità e nell’amicizia in questi anni, gli incoraggiamenti, le correzioni, le attese. Siamo felici di poterci chiamare “confratelli”, con la speranza di poter camminare insieme per il bene della nostra diocesi. Insieme a voi ringraziamo i seminaristi di ieri e di oggi con i quali è stato bello crescere insieme sia in seminario fra serate di diocesi, incontri condivisioni, sia nelle esperienze qui in diocesi all’insegna della formazione e della fraternità.

Grazie alle nostre famiglie che hanno accolto la nostra vocazione e ci hanno sostenuto lungo il cammino di tutti questi anni. Ci hanno supportato nei vari tempi che lo hanno scandito, custodendoci e affidandoci a una famiglia ancora più grande che è la Chiesa.
E in questo momento siamo figli grati anche delle comunità di origine che ci hanno generato alla fede o alla vocazione, le comunità di Sant’Antonio e della Madonna della Fiducia in Taranto e le comunità di San Francesco d’Assisi e di Sant’Antonio in Martina Franca.

Un grazie sincero è per il seminario maggiore Pio XI di Molfetta, luogo di formazione umana, spirituale, relazionale, luogo dove abbiamo incrociato e ci siamo intrecciati a tante altre storie come le nostre, dove abbiamo condiviso tempi di fraternità autentica e anche momenti di confronto che hanno permesso di farci crescere nella complessità della vita comunitaria. Ringraziando te, don Gianni, nostro rettore negli anni della formazione, sentiamo di dire grazie a tutti coloro che hanno curato questo tempo come educatori o padri spirituali e tutti coloro che in vario modo hanno contribuito per noi a forgiare quel “made in Molfetta”. Grazie quindi alla Facoltà teologica pugliese nei suoi istituti “Regina Apuliae” e “San Nicola” per i tanti professori che ci hanno offerto il proprio ministero intellettuale per approfondire a livello teologico e scientifico il dato della fede che oggi ci è chiesto di annunciare e testimoniare.

Grazie alle comunità che ci hanno accolto terminato il seminario e hanno avuto la grazia di sperimentare i primi frutti del nostro ministero diaconale. Grazie alla comunità di S. Rita, di S. Maria della Croce in Montemesola, di S. Marcello in Bari. E grazie alle comunità che sono per noi luogo di grazia nelle quali viviamo il nostro servizio attuale: la comunità di Regina Pacis in Lama, la comunità di Maria Santissima Immacolata in San Giorgio, la comunità di S. Nunzio Sulprizio e S. Lucia in Taranto.

Grazie ai tanti religiosi e religiose che con le loro preghiere, non ci fanno mai mancare il conforto spirituale e quanto bisogno ne abbiamo in questo tempo.

Grazie a quanti ammalati o invalidi impossibilitati a essere qui oggi, si sono fatti vicini nei giorni precedenti e oggi con noi vivono un’intensa comunione spirituale. Grazie perché laddove non si può essere presenti con il corpo, ci insegnate che lo Spirito è leggero. Significa che quanto prima saremo noi a venirvi a trovare per continuare a pregare insieme.

Un sentito e sincero ringraziamento è per chi ci ha preceduto al banchetto delle nozze eterne e festeggia con noi nella liturgia celeste. Ai nostri parenti che pregano dal cielo e anche a tutta la schiera di presbiteri che ha servito con dedizione questa diocesi prima di noi, vite spese per il Vangelo e che anche grazie alla loro testimonianza di vita noi oggi ci troviamo qui.

Grazie a tutti coloro che hanno curato questa solenne celebrazione, dalla sua organizzazione al suo decoro. Innanzitutto grazie a te don Ciro e ai tuoi collaboratori perché custodendo la Concattedrale come vostra casa, ci date la possibilità di trovare sempre un luogo accogliente dove poter vivere queste celebrazioni.

Grazie al servizio liturgico coordinato da don Marco che ha preparato nei mesi precedenti questa liturgia in ogni suo aspetto e quindi grazie al coro parrocchiale di S. Antonio in Taranto che ci ha accompagnato nella preghiera di questa sera con il prezioso ministero del canto liturgico.

Grazie a don Francesco Maranò e don Francesco Mànisi per il vostro servizio diocesano per le vocazioni; per la cura verso il primo discernimento. Grazie perché, terminata questa celebrazione, ci avete aperto il nostro seminario di Poggio Galeso, casa di vocazioni, dove avremo ancora modo di essere insieme con le nostre comunità per scambiarci gli auguri e festeggiare insieme.

Se abbiamo dimenticato qualcuno con le parole, certamente non lo abbiamo fatto con il cuore, pieno di gratitudine. Ancora grazie a tutti”.

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