In Cattedrale, l’apertura del Giubileo nella nostra diocesi

Una gran folla da tutte le parrocchie della diocesi ha partecipato domenica sera alla cerimonia di apertura dell’Anno Santo, svoltasi in due distinti momenti: dapprima nella chiesa di San Domenico e successivamente nella basilica cattedrale, con l’ingresso attraverso la Porta santa e la celebrazione eucaristica presieduta dall’arcivescovo mons. Ciro Miniero.
Molto suggestivo il colpo d’occhio offerto nella chiesa di San Domenico, affollata da un centinaio di sacerdoti (diocesani e religiosi), con i diaconi, le suore, rappresentanze delle confraternite, dei Cavalieri del Santo Sepolcro e le varie realtà ecclesiali; erano presenti anche gli arcivescovi emeriti mons. Filippo Santoro e mons. Salvatore Ligorio.
Dall’antica chiesa, la cui facciata è da tempo ravvivata da un pittoresco videomapping sulla Natività, si è poi mossa la processione che ha percorso, al canto della litania dei santi, corso Vittorio Emanuele (la “ringhiera”), attesa in piazza Duomo da un gran numero di fedeli. Giunto sulla soglia della cattedrale (il portone era stato precedentemente aperto) l’arcivescovo ha rivolto il crocifisso verso la piazza, facendo poi l’ingresso in chiesa, accolto dal canto solenne del coro e aspergendo i fedeli con l’acqua benedetta.
Nell’omelia mons. Miniero ha approfondito il tema della speranza, all’insegna della quale si svolge il Giubileo indetto da papa Francesco con il titolo, appunto di “Spes non confundit”, cioè la speranza non delude, che non deve mai abbandonarci, nonostante imperversino sfiducia e stanchezza. “Il Signore ci sostiene nel cammino e certamente se si semina bene, si riceverà del bene” – ha detto mons. Miniero, che ha continuato citando i contenuti delle letterine che circa 800 bambini della scuola primaria di Taranto gli hanno indirizzato per Natale, rispondendo al suo invito di descrivere cosa è per loro la speranza. «Le lettere sono molto belle e io ne sono rimasto molto colpito.– ha detto il presule tarantino -. I bambini hanno capacità di riflettere, di pensare e di guardarsi anche nel futuro. E questo temono, cioè che il futuro sia difficile da affrontare se non si risolvono dei problemi, ma sopratutto se non si ha a cuore il bene di tutti e il bene di loro”.
“C’è una cosa che mi edifica di questi bambini – ha continuato -. Non si lamentano, non si scoraggiano, hanno fiducia negli adulti che vogliono loro bene e sono pronti a impegnarsi per un mondo migliore”.
“Il Giubileo – ha continuato mons. Miniero – ripropone a tutti quanti noi la grandezza dell’amore di Dio, che ci ha permesso di aspirare al paradiso, o meglio, di vivere il paradiso. Ma non di viverlo nell’attesa, ma farlo qui, attraverso una vita libera dal peccato e dalle sue conseguenze. Questo è il Giubileo: liberazione dalle conseguenze del peccato per poter essere veramente seme di vita nuova nella società e nel mondo. Poi spetta a noi continuare questa opera e agire con speranza, portando nel mondo quei semi di bene che il Signore ha posto in ciascuno di noi. Quel tesoro che la Chiesa possiede, cioè la promessa di nostro Signore che possiamo vivere liberi da ogni male e da ogni conseguenza del male, nel Giubileo si realizza. E possiamo ottenere le indulgenze in qualsiasi modo attraverso le varie attività ed azioni che la Chiesa ci chiede. Adesso proprio inizio Giubileo ci aiuterà a meditare sul nostro camminare insieme, sul nostro peregrinare nel mondo, per poter essere testimoni di speranza e di luce».
Idealmente e in contemporanea si sono aperte le porte sante delle altre chiese giubilari della diocesi, dove sarà possibile ottenere l’indulgenza plenaria alle consuete condizioni. Oltre che alla basilica cattedrale San Cataldo sarà possibile farlo in concattedrale Gran Madre di Dio, alla basilica San Martino in Martina Franca, al santuario Madonna della Salute in Taranto, al santuario Nostra Signora di Fatima in Talsano, al santuario Nostra Signora di Lourdes (nella parrocchia Santa Maria La Nova) in Pulsano, al santuario Madonna della Sanità (nella parrocchia Santa Teresa del Bambino Gesù) in Martina Franca, al santuario Madonna delle Grazie in San Marzano, al santuario Madonna della Mutata in Grottaglie, al santuario Madonna della Camera in Roccaforzata. In aggiunta, l’arcivescovo ha designato quali chiese giubilari la collegiata Maria Santissima Annunziata in Grottaglie per tutto l’Anno Santo e, per i 70 anni della sua erezione canonica, il santuario di Cristo Spirante (nella parrocchia San Francesco d’Assisi) in Martina Franca nel periodo dal 5 marzo (Mercoledì delle Ceneri) al 14 agosto 2025.
Il servizio fotografico è di G.Leva
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