Lavoro

Il cardinale Zuppi convoca alla Cei una delegazione di lavoratori ex Ilva

03 Gen 2024

di Silvano Trevisani

Il presidente della Conferenza episcopale italiana, Matteo Zuppi, ha convocato una delegazione di lavoratori dell’ex Ilva di Taranto per il 9 gennaio nella sede romana di Circonvallazione Aurelia. La Cei risponde così alla richiesta di aiuto lanciata dalla delegazione dell’Usb di Taranto, nel corso di un incontro svoltosi in Concattedrale, che così spiega in una nota:

“L’iniziativa dell’Unione sindacale di base di Taranto, tenuta presso la Concattedrale per chiedere alla Chiesa un coinvolgimento circa la grande vertenza Ex Ilva con riferimento a tutte le sue articolazioni, lavoratori diretti, appalto ed ex Ilva in As ha determinato gli effetti sperati. È infatti giunta nelle scorse ore la convocazione per una delegazione dei lavoratori, che verranno accompagnati da Usb, per il prossimo 9 gennaio alle 15.30, presso la Cei. L’incontro sarà col presidente della Conferenza episcopale italiana, cardinale Zuppi. Sarà per noi occasione per ribadire anche in questo ambiente le pesanti preoccupazioni del momento. Andiamo incontro a questo appuntamento riconoscendo la concreta attenzione da parte della Chiesa che risponde presente alla disperata richiesta di aiuto dei lavoratori”.

Fin qui la dichiarazione a firma dei dirigenti sindacali Usb Rizzo e Colautti, che sottolineano la disponibilità della Chiesa, del resto sempre vicina ai lavoratori dell’industria siderurgica.

Nuovo incontro a Palazzo Chigi

Ricordiamo che la delicata vertenza è giunta ormai a un punto cruciale, davanti alla necessità di stabilire sotto quale forma la compagine aziendale, per ora guidata dal discusso magnate indiano Mittal, con una componente minoritaria pubblica, guiderà la non più rinviabile ristrutturazione aziendale. Lunedì 8 gennaio è, infatti, previsto l’incontro ai massimi livelli tra il governo e i vertici aziendali, che dovrebbe decidere tra le tre opzioni in campo: l’acquisizione della maggioranza da parte dello Stato, la ricapitalizzazione da parte di Mittal o l’amministrazione straordinaria. Quest’ultima opzione, che secondo gli esperti è la più probabile, in quanto eviterebbe azioni ritorsive da parte della proprietà franco-indiana, non è gradita però ai sindacati, che vi intravedono concreti rischi per i lavoratori.

Da parte loro, le organizzazioni sindacali chiedono al governo di essere convocati subito dopo l’incontro, anche il 9 gennaio. Ma tutto è ancora da confermare.

Presidio aziende dell’appalto

Ma intanto continuano le azioni di protesta anche da parte dell’indotto siderurgico, che ha ha messo in atto ieri il presidio nel piazzale della portineria imprese, con una rappresentanza dei trasportatori Casartigiani e degli imprenditori di Aigi e Confapi, che chiedono il pagamento delle spettane fin qui maturate.

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